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LA CARTA DI ALBA

Perseguendo l’obiettivo comune di tutelare al meglio i minori, la Charta di Alba, prende in considerazione e fa proprie le seguenti norme di riferimento che l’hanno preceduta: 

 Carta di Treviso (5 ottobre 1990)   Carta di Noto (9 Giugno 1996) • Convenzione di Strasburgo (25 gennaio 1996) •  Codice di autoregolamentazione “Internet e Minori” (firmato il 5 novembre 2003).

Nel documento vengono formulate delle regole per aiutare gli adulti, i minori e le famiglie ad un uso corretto e consapevole della Rete telematica, tenendo conto delle esigenze del minore, a favore di un corretto uso dei new media e per la difesa delle generazioni presenti e future nel “mondo tecnologico globalizzato”.

 

La CARTA di ALBA crede fermamente nella necessità di affiancare ad un severo controllo sull’utilizzo e sui contenuti dei new media un programma dieducazione e responsabilizzazione al mondo “virtuale” per bambini e  adolescenti e di alfabetizzazione tecnologica per adulti, in modo da superare il “gap generazionale” che ancora esiste e costruire al suo posto una Rete di fruitori  responsabili e coscienti delle loro scelte.

iL PROGETTO È STATO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON
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I 12 PUNTI DELLA CARTA DI ALBA

  1. La tutela dei diritti deve essere pari nel mondo virtuale come nel mondo reale, unicum inscindibile.

  2. È indispensabile rafforzare una vigilanza istituzionale, su base  internazionale, che assicuri un costante monitoraggio delle comunicazioni digitali per garantire ai minori un ambiente sicuro

  3. È fondamentale che le Istituzioni si dotino di siti protetti e agevolmente fruibili dai minori.

  4. È  necessario che, sin dalla commercializzazione, le tecnologie digitali contengano indicazioni chiare sui rischi a cui i minori vanno incontro utilizzandole, nonché indirizzi digitali, a cui rivolgersi in caso di bisogno di aiuto e/o per difendersi da tali rischi.

  5. Occorre promuovere nei programmi scolastici, sin dalla scuola primaria, percorsi di formazione miranti all'impiego efficace e sicuro degli strumenti di comunicazione digitale.

  6. È fondamentale garantire agli educatori di ogni livello un aggiornamento costante sull'utilizzo delle tecnologie digitali.

  7. È auspicabile che gli ISP (Internet Service Providers) adottino tutte le soluzioni tecnologiche e organizzative necessarie a definire un utilizzo sicuro del web da parte dei minori. 

  8. È indispensabile che ISP e gestori di telefonia mobile collaborino costantemente con le Istituzioni per favorire il contrasto e la prevenzione degli abusi on line sui minori.

  9. È importante che i gestori di servizi Internet si responsabilizzino riguardo l’utilizzo da parte dei minori, obbligandosi a salvaguardarli nel modo più efficace e con tutti i mezzi a loro disposizione.

  10. È utile che i progettisti di strumenti, tecnologie e software fruiti dai minori considerino attentamente i rischi patologici fisici e psicologici, nonché criminogeni ad essi connessi, impegnandosi a ridurli attraverso apposite contromisure progettuali.

  11. È necessario implementare studi specifici sull'impatto delle nuove tecnologie sulla mente. Il mondo della ricerca pubblica e privata dovrebbe impegnarsi a fornire un contributo utile ed univoco alla comprensione dei meccanismi psico-neurologici connessi alluso dei nuovi media da parte dei minori.

  12. È fondamentale che Università, Istituti e scuole superiori s’impegnino ad inserire nei programmi didattici, dedicati alle professioni medico- neuropsichiatriche, socio-assistenziali, sociologiche, psicologiche, educative e di scienza della comunicazione, corsi di specializzazione sull'impiego dei nuovi media da parte dei minori.